Biscotti!!

Novembre 11, 2009 di terninonconforme

(Perugia, 12 Novembre 2009) ”Perugia – Milano solo andata! Colussi vergogna! Solidarietà ai lavoratori.”. Questo e’ il testo riportato sullo striscione che militanti di Casapound hanno appeso all’esterno della Colussi di Perugia per ribadire la solidarieta’ ai 31 dipendenti  che hanno ricevuto una lettera dall’azienda annunciante il cambio della sede di lavoro dal prossimo 30 novembre da via Ferriera nella periferia perugina, a via Spadolini,5 a Milano.

“Siamo molto preoccupati – afferma Andrea Nulli responsabile regionale di CasaPound Umbria – come lo sono anche i lavoratori, che questo sia il primo passo per lo spostamento definitivo di Colussi a Milano.Per questo chiederemo alle autorità locali di attivarsi affinchè almeno una parte della Colussi resti in Umbria.”

“Al di là della scelta aziendale, del trasferimento delle 31 unità a Milano, mentre altre 20 saranno spostate ad Imperia, sulla quale al momento pare non sussista margine di trattativa, appare indegna ed offensiva– prosegue il dirigente di CasaPound Umbria– la proposta economica nei confronti dei lavoratori oggetto del trasferimento.”

“L’offerta della Colussi in cambio dello stravolgimento della propria vita familiare ed umana, spostando le persone da Perugia a Milano di punto in bianco, è assolutamente vergognosa. Altre aziende come Kraft e Nestlè in situazioni analoghe hanno fatto ben altri tipi di offerte.”

 “CasaPound Umbria, seguirà con la massima attenzione la vicenda intervenendo al fianco dei dipendenti – conclude Andrea Nulli– impedendo con ogni mezzo a sua disposizione che la logica pura del profitto sconvolga le famiglie peraltro in questo momento già pesantemente provate dalla congiuntura economica.”

 

 

 

LAVORO: CASAPOUND UMBRIA, SOLIDARIETA’ AI DIPENDENTI DELLA COLUSSI.

Novembre 11, 2009 di terninonconforme

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Ma il Muro è cosa loro…

Novembre 10, 2009 di terninonconforme

Antifaschistischer Schutzwall. Muro di protezione antifascista. Così, nell’agosto del 1961, i burocrati stalinisti della DDR chiamavano la barriera di filo spinato – ben presto sostituita da fortificazioni in cemento armato – destinata a separare la Berlino occupata (sì, occupata…) dalle truppe occidentali da quella conquistata dai sovietici. L’antifascismo: era questa la motivazione ufficiale. Eppure nelle ipocrite rievocazioni del ventennale della caduta nessuno ne ha fatto menzione. C’è poco da fare, viviamo in un’epoca meschina: sono sempre i massacratori di ieri a spiegarti, oggi, quanto fossero brutti quei massacri, dicendoti che magari è pure colpa tua. Aguzzini che si riciclano moralisti: così, senza vergogna. Perché parliamoci chiaro: il Muro di Berlino era cosa loro. Non lo dicono, creano cortine fumogene parlando a casaccio di “libertà” e “democrazia”. Tanto chi se ne frega, metà degli spettatori della farsa non sanno nemmeno chi l’ha tirato su, questo maledetto Muro. E certo i media stanno bene attenti a non pronunciare quella parola (“antifascismo”) che suona come il loro peccato originale, la loro eterna colpa. E allora diciamolo noi: il Muro di Berlino era antifascista. Per volontà di chi l’ha costruito e per significato storico. E antifascista erano le guardie che pattugliavano entrambi i lati della infame barriera, divise da un gioco delle parti attuato sulla pelle dell’Europa, ma unite nel sottomettere quest’ultima. Adriano Romualdi, non a caso, lo definiva l’unico, vero monumento alla vittoria alleata durante la seconda guerra mondiale. E invitava la gioventù europea a concentrare i suoi sforzi rivoluzionari verso il suo abbattimento anziché verso cause più esotiche e più infantilmente romantiche. Aveva come al solito ragione lui. Il Muro di Berlino è stato in effetti per anni il monumento più rappresentativo d’Europa. Rappresentativo di un continente spossessato del duo destino e del suo ruolo, dello stupro dei suoi popoli, del regno del crimine organizzato instauratosi sulle macerie fumanti di una civiltà. Se i costruttori di storia e gli eroi fondatori sono tali nel momento in cui tracciano confini, dando in questo modo ordine al caos, chi erge muri come quello che per anni ha deturpato il corpo e lo spirito di Berlino compie esattamente l’operazione inversa. E’ alfiere del caos contro il cosmos. Tesse la trama della devastazione, non dell’ordinamento. Umilia un popolo, anziché “metterlo in forma”. I confini – per carità: sempre porosi e mobili, sempre dinamici ed eternamente da riconfermare – appartengono alla vitalità della storia e alla dialettica dei popoli. I muri, invece, sono roba loro. Appartengono alla loro concezione del mondo. I muri ce li hanno nell’anima, loro. Come il muro di Padova, costruito da un’amministrazione di centrosinistra in una periferia degradata per tentare di tamponare le falle di un sistema che loro stessi hanno costruito, foraggiato, alimentato, giustificato. Come la “barriera di separazione” costruita da Israele in Cisgiordania, 700 km di infamia rispetto al quale i “buoni” che oggi festeggiano hanno speso tante parole e zero fatti. Come il Muro di Gorizia costruito nel 1947 e collocato lungo la frontiera italo-jugoslava all’interno della città per separare l’abitato goriziano rimasto italiano dai quartieri annessi alla Jugoslavia. Ma tutto ciò è molto meno cool di una comparsata berlinese per cianciare a sproposito di libertà. Sono vecchi, grigi, scassati come Trabant, eppure si riciclano come alfieri della libertà. La loro viltà è il cemento con cui sono stati impastati tutti i muri della storia. Sono antifascisti: il muro è cosa loro.

Adriano Scianca

Fonte : http://www.ideodromocasapound.org

“Educazione siberiana”: la potenza delle regole.

Novembre 9, 2009 di terninonconforme

La potenza di un sistema basato sulle regole. A questo mi fa pensare ‘Educazione siberiata’ di Nicolai Lilin (Einaudi). La militare, perfetta efficienza di un sistema basato su delle regole paradossali, magari, crudeli a volte, ma coerenti, e umane nella loro violenza bestiale, quindi giuste. Con un equilibrio così preciso, che sono un piacere da mettere in pratica, perché sanno restituire a ogni cosa il suo specialissimo, unico posto nel mondo, quello con tutte le misure al millimetro, che può essere quello e nient’altro che quello. Un sistema all’interno del quale ogni domanda ha la sua risposta esatta e che consente a chi ne fa parte di affrontare con coraggio e consapevolezza, con severa serenità per parlare con parole d’altri,  il dolore, il pericolo, la paura. 

Il mondo dei criminali onesti è il mondo delle regole che si seguono per scelta, che trovano la loro ratio nella volontà e nella determinazione a voler appartenere a una comunità che sull‘introiezione di quel sistema, sulla personale adesione di ciascuno a quelle norme, si fonda, e nulla ha che fare con le regole ‘altre da sé’ su cui si basa la società e sulle ‘non regole’ dell’individualismo senza speranza.

In questo ‘Educazione siberiana’ è un libro profondamente, istintivamente fascista. E’ fascista al di là di quello che racconta e al di là di chi l’ha scritto. E’ fascista non nella visione del mondo ma nell’idea di mondo che esprime. Un’idea che non c’entra con picche e pistole, e c’entra invece con l’educazione, il rispetto, il rigore, ‘l’onestà’. Il ‘criminale onesto’: è in quest’ossimoro che il romanzo trova la sua anima. Una figura che vive la sua nemesi nel poliziotto e la sua degenerazione nel criminale disonesto.

Il poliziotto è ontologicamente l’infame, il vigliacco senza dignità che può essere sbeffeggiato, quello che è disposto a tutto pur di raggiungere il suo meschino scopo, privo di senso perché al di là di lui, indicato a comando. Il poliziotto è istituzionalmente colui che è deputato a far rispettare le regole ma paradossalmente ne ha smarrito il senso piu’ profondo: le regole lo trascendono, perché le regole del suo mondo non hanno piu’ legame con l’umanità, non appartengono più a chi è vittima inconsapevole ma colpevole della follia della burocrazia sovietica, grottesca caricatura di un sistema di norme coerenti che vorrebbe essere giunto all’estrema perfezione e che nell‘essere così estremamente perfetto ha reciso il filo che lo univa al mondo degli esseri umani.

Il criminale disonesto invece è chi ha perso perfino la cognizione dell’esistenza delle regole. Vive senza onore, peggio di un animale selvaggio perché non ha, come la fiera, il senso delle cose, non ha un obiettivo nemmeno altro da sé. Il criminale disonesto si è smarrito. Stregato dal fascino anarchico e distruttore del denaro, ha perso lui stesso ogni umanità, è diventato schiavo del suo individualismo sfrenato, delle sue pulsioni senza controllo. E da schiavo del nulla, si lascia andare alla crudeltà fine a se stessa e ai comportamenti piu’ bestiali in modo del tutto gratuito. Percorre a grandi passi la strada verso l’annichilimento: non appena si sarà esaurita la sua spinta vitalistica, inaridita dal suo girare a vuoto, passerà dalla bestialità alla bovinità del servo del capitalismo.

Amanda Del Giglio

Fonte : http://www.ideodromocasapound.org

Sansonetti sugli attacchi a CasaPound..

Novembre 9, 2009 di terninonconforme

analytic_logoC’è una sinistra che invece di pensare ossessivamente a fare le pulci all’avversario si mette a riflettere sulla propria cultura politica. E’ una scelta scomoda che non fa audience, ma è una scelta che siamo sicuri che nel tempo sarà fruttuosa.

Tra coloro che ci stanno provando ad andare avanti, a costo di essere impopolari nel proprio mondo, c’è Piero Sansonetti, direttore de Gli Altri, ex Altro. Sansonetti ha scritto tre articoli (giovedì 5, venerdì 6 e domenica scorsa) che è doveroso segnalare. Sono dedicati alla nonviolenza, a partire dall’analisi e dalla messa in discussione della storia degli anni Sessanta e Settanta.

Lo spunto iniziale è venuto dalla polemica tra Sofri e Casalegno sulla violenza di “Lotta Continua”. Nel terzo articolo Sansonetti arriva ai giorni nostri e scrive: «Perché questa discussione sulla violenza e il ’68 è interessante, è attuale? Perché investe in pieno la questione della nonviolenza. Che non si pone come correzione di teorie e pratiche precedenti. Non può essere accettata una idea di nonviolenza senza mettere in discussione gran parte del patrimonio politico del secolo scorso».

Più in là Sansonetti entra nel merito: «Provo a spiegarmi. Non riconosco come valori miei, e della sinistra, il valore di patria, o il valore di coraggio fisico, o il valore di famiglia. Però so che questi sono valori fondamentali della destra, o delle correnti di opinione moderate. Ho o no la capacità di riconoscerli come tali, e dunque di rispettarli, e dunque di contrappormi a loro in maniera consapevole, senza maledizioni, senza anatemi?». Senza violenza, aggiunge. L’esempio è quello delle 14 aggressioni subite da CasaPound da parte di gruppi di sinistra. Il direttore de Gli Altri dice: «Non c’è da festeggiare, come evidentemente hanno fatto alcuni della stessa parte politica. Ma neanche bisogna stare zitti. Invece, c’è da preoccuparsi. Non credo – spiega – che, come scrive spesso Pansa, stiamo tornando al clima violento degli anni Settanta; ma non credo nemmeno  che si possano sottovalutare fenomeni di violenza che servono solo a quelli che vedono come incubo la possibilità che la “Politica” possa tornare ad avere un ruolo nelle nostre città e nelle nostre strade».

Sansonetti, per parlare ai suoi che pure lo hanno aspramente criticato per avere aperto il suo quotidano ai fascisti, rilancia il tema dell’antifascismo ma cambiandolo di senso: «L’antifascismo è la lotta contro le discriminazioni, contro l’idea che la società possa essere divisa in caste, contro il concetto “leghista” di etnie e di piccole patrie, ed è lotta contro la violenza. La vecchia boria  dell’antifascismo militante non ha niente a che fare con l’antifascismo moderno…».

Ci sarebbe da chiedere al direttore de Gli Altri se davvero pensa che oggi abbia senso riproporre questa categoria o se, visto il pregresso e le ripercussioni di oggi, non produca solo odio e violenza anche nella sua forma “moderna”. Bisogna però riconoscergli lo sforzo di mettere in discussione i dogmi della sinistra. Anzi, il dogma dei dogmi. Bisogna riconoscergli il coraggio di non stare zitto. E questo non è poco. E’ tanto.

La Vals

Arte alla Sala Macchine

Novembre 9, 2009 di terninonconforme

Per chi volesse godere di arte e cameratismo (connubio indissolubile sin da quel 20 febbraio del 1909),venerdì 13 novembre,presso la Sala Macchine Teseo Tesei di Rieti,alle ore 18,evento culturale realizzato dai camerati reatini in collaborazione con gli studenti di belle arti. Naturalmente vi terremo informati,aggiungendo eventuali dettagli nelle prossime ore.

il Britannico

Novembre 7, 2009 di terninonconforme

um

Casapound offre aiuto concreto a persona sotto sfratto.

Novembre 6, 2009 di terninonconforme

 (Perugia – 6 Novembre 2009) “Non è possibile che succedano ancora queste cose.”Lo afferma Andrea Nulli responsabile di CasaPound UMBRIA -in merito alla vicenda che vede protagonista un uomo cinquantacinquenne con una vita difficile di abbandoni alle spalle.”E´ uno dei tanti nuovi poveri – prosegue poi Filippo Peducci, responsabile di CasaPound Perugia – ha perso il lavoro che aveva in una cooperativa che serviva l´Università, ne ha trovato un altro ma quello che guadagnava non è bastato ad evitare 2500 Euri di debito,fra affitto e condominio. Ora rischia lo sfratto!”Il dirigente umbro conclude “Siamo all´ennesima situazione di disagio sociale. Come CasaPound Umbria abbiamo messo a disposizione il numero telefonico della redazione di “Non Conforme” il nostro blog, ossia il 348 – 8994921 a cui chiunque può rivolgersi per informazioni e magari offerte solidali. Quanto prima avvieremo una raccolta di fondi per sostenere questa persona. Ci auguriamo che anche le istituzioni, generose a parole verso i lavoratori,questa volta lo siano anche nei fatti” .

Questo è un Comunista.

Novembre 5, 2009 di terninonconforme

Di seguito un’antologia dei messaggi che ho ricevuto su internet o trovati su vari blog in cui si parla di me. TUTTO VERO! e tutto pubblicato integramente! Questo è quello che mi succede da un paio di anni. Che dire a tutti questi ammiratori? ALLA FINE DI QUESTA NOTA LA MIA RISPOSTA:

OH, IL POVERO RAFFAELE SI SCUSA PERCHE’ HA PAURA DI DIRE LE “PAROLACCE”! ALLORA LE DICO IO STRONZO! STAI BENE IN CAMPANA PEZZO DE MERDA, PERCHE’ A TUTTI QUELLI COME VOI J’AVEMO SEMPRE ROTTO ER CULO. 10 100 1000 RAMELLI! CE L’HO ANCORA LA FEDELE HAZET 36, E LA USERO’ SU TUTTE LE VOSTRE FAMIGLIE.

A “MECOJONI”, MA CERCA DE ANNATTENE AFFANCULO. IL MONDO E’ DIVISO IN DUE CATEGORIE: I FASCI (O FINTI COMUNISTI), E CHI STUPRA LE LORO MADRI. TU SEI FASCIO.

Pubblichiamo un delirante resoconto di Raffaele Morani segretario del PRC di Faenza sulla presentazione del libro Storia Nera di Andrea Colombo

Ma vaffanculo!

Raffaele, ma che infame pezzo di merda sei?

….Glielo lasceremmo proprio volentieri a casa Pound il La Ferla, con tutti gli altri invitati, infami o stupidi che siano, come quel tal Raffaele Morani, ex segretario del PRC di Faenza, oggi vendoliano, che si sente talmente “eretico” da cercare il “dialogo” col peggiore dei gruppi fascisti. Buon pro gli faccia!

un appunto: a prestare il fianco a casa pound sarà un coglione che di nome fa raffaele morani

Morani è da anni che fa cose simili in cerca di una sua personalissima visibilità.
Gente come questa, se ne può andare dove vuole, tanto vale davvero poco

la Concia è come Morani: sono gli stalinisti dell’antistalinismo.
“stalinisti dell’antistalinismo” o dell’oppotunismo infame che presta il fianco ai fasci è davvero perfetta come nuova categoria ahahahahhaha bisogna subito introdurla nel lessico assembleare contro i nemici interni a fosche tinte..

Morani, ma fottiti va!Tu,
Morani, ma fottiti va!Tu, casa pound e la tua merdosissima presentazione.
E hai pure la presunzione di paragonarti al Che, che conato di vomito.
Va che con “essere settari e di mancare di elasticità” ce l’aveva con gli opportunisti come te. Merde per lui, merde per me.

Nn vorrei dire ma Raffaele Morani a sinistra è stato più che escluso da ogni ambiente per le sua ambiguità politica. Quindi non rappresenta nessuna sinistra radicale, al massimo rappresenta se stesso.

sei per caso te che vai a legittimare i fascisti in casa loro?
volevo solo dirti crepa. la gabbia d’oro, sto cazzo, sto culo.
poi tu torni a faenza e questi a sprangate ci prendono a noi che restiamo.

filofascista di merda! sei soltanto questo!

da nipote di partigiani ME FAI SCHIFO AR CAZZO

Vergogna!

Se ci siete mai stati tornate nelle fogne. ringraziate questa sinistra che vi ha paerto la strada per un egemonia culturale che va ben al ci là dei risultati elettorali. Contro ogni ritorno. Ipocriti.Scrivi qualche nota quando uscite a pestare quelli che non vi garbano come si vestono.

Bravo. aiuta anche tu quei ex-picchiatori da stadio, coltellari e razzisti a darsi un volto credibile.. non mi interesso alle diatribe sx-dx .ma questi di c.p. sono presone veramente deprecabili . complimenti .
vagate in cerca dei media come delle puttane in cerca di marciapiedi

Morani si studi la storia, è gente come lei che “fa” il fascismo.
lei contribuisce con il suo atteggiamento alla formazione e al consolidamento del fascismo.

Morani, lei non ripudia la violenza, lei giustifica i picchiatori: ho notato il suo uso degli indicativi (certezza) e dei condizionali (dubbio). questa è connivenza. non mi stupisce che l’abbiano cacciata dal prc. mi spiace, non posso essere tollerante con gli squadristi di villa ada che sprangano mamme e bambini o picchiano gli omosessuali. se il suo cuore oggi batte per il fascio lo dica apertamente se ne ha il coraggio, non faccia l’ipocrita.

ma vergognati, ti sei bevuto il cervello, è lampante.

ma quali pazzi nessun confronto con i fasci anzi antifascismo militante sempre.i veri pazzi sono quelli come NORUCCI che tengono conferenze nei covi fascisti di casa pound magari per vendere i loro insulsi libri.morte al fascio.ora e sempre resistenza

raffaele morani alias valerio morucci pezzo di merda vai con i tuoi ami ci fasci bastardo figlio di puttana a propagandare il tuo libro fasci okkio a domani vi massacriamo.viva l’ANARCHIA

QUESTE INVECE ME LE HANNO DETTE IN FACCIA DIRIGENTI E MILITANTI DEL PRC DI FAENZA PRIMA DI EPURARMI:
“Quelli che hanno accoltellato il ragazzo al Capolinea li hai sdoganati tu!! Sono amici tuoi!!” (un ragazzo era stato accoltellato davanti al locale centro sociale Capolinea e questo è quello che mi son sentito dire)

“Sì! E’ una grave colpa pensarla ogni tanto come i fasci, loro non devono avere alcuno spazio né agibilità” (Avevo chiesto se era una colpa essere ogni tanto d’accordo su alcune questioni coi fascisti)

“La tua posizione ci ha messo in difficoltà, perché non ci ha permesso di aprire un confronto con quei compagni che contestavano il giorno del ricordo. Quella è una roba da fascisti e noi non l’abbiamo votata!” (La grande difficoltà era stata la mia partecipazione alla messa in ricordo delle vittime delle Foibe il 10 febbraio organizzata dal Comune!)

“Porca Madonna nelle Foibe ci sarà finito qualche innocente, ma la stragrande maggioranza se lo meritava!” (come sopra)

“I fascisti sono sempre presenti e pericolosi! Con loro non si dovrebbe neanche giocare a pallone!” (allusione a me che notoriamente gioco a rugby con tutti!)

“No, non diremo nulla. Perché dovremmo? Con le cose che hai fatto dovevi aspettarti quelle reazioni, se non peggio.” (Avevo organizzato alcuni confronti pubblici sugli anni settanta coinvolgendo gente di sinistra e di destra, preso posizione per riaprire il processo sulla strage di Bologna, ecc. ricevendo insulti e minacce, avevo chiesto ai dirigenti del PRC, amici e compagni di lunga data, di prendere posizione e condannare pubblicamente tali atti …. cosa che nessuno ha mai fatto!)

IN QUESTI BREVI VIDEO LA MIA RISPOSTA A QUESTI AMMIRATORI:

http://www.youtube.com/watch?v=mzaQ4jefvdk

http://www.youtube.com/watch?v=uFfMcn5ReZE&NR=1

Raffaele Morani

…nel mondo gli idioti sono sempre serviti!!…Ai voglia se son serviti!!…Fregatene!

Ale

28 Novembre.

Novembre 4, 2009 di terninonconforme

ConferenzaTodiNovembre